I benefici per la salute dell’arte e della creatività

James Clear, in un articolo pubblicato prima sul suo sito jamesclear.com e poi sulle pagine web dell’Huffington Post il 23 dicembre 2016, spiega l’importanza dell’arte per la salute mentale e fisica.

Clear è un imprenditore, un sollevatore di pesi e un fotografo di viaggio. Nel suo sito condivide idee scientifiche per vivere una vita migliore e acquisire abitudini salutari e indica strategie per aumentare la prestazione mentale e fisica.

L’articolo in apertura cita una rassegna della letteratura del 2010, pubblicata sull’American Journal of Public Health, intitolata “Il collegamento tra arte, guarigione e salute pubblica”.

I ricercatori in questa rassegna avevano analizzato più di 100 studi sull’impatto dell’arte sulla salute e sulla capacità di guarigione. Gli studi comprendevano tutte le forme d’arte: la musica, la scrittura, il ballo e le arti visive.

Clear riporta i risultati di cinque studi sulle arti visive menzionati in quella rassegna (le arti visive includono, tra altre cose, la pittura, il disegno, la fotografia, la ceramica e il tessile). Ogni studio ha esaminato più di 30 pazienti che stavano combattendo contro una malattia cronica o contro il cancro.

I ricercatori hanno descritto l’impatto che le attività delle arti visive hanno avuto sui pazienti:

“L’arte riempie il vuoto occupazionale e distrae da pensieri di malattia”;

“Migliora il benessere diminuendo le emozioni negative e aumentando quelle positive”;

“Migliora i risultati medici; si evidenzia una tendenza alla riduzione della depressione”;

“Riduzione dello stress e dell’ansia; Aumento delle emozioni positive”;

“Riduzione del dolore e delle emozioni negative”;

“Miglioramenti nel flusso e nella spontaneità, nell’espressione del dolore, nell’identità positiva e nelle reti sociali”;

Clear ritiene che questi benefici non siano importanti solo per i pazienti ospedalizzati, perché ridurre lo stress e l’ansia, aumentare le emozioni positive e ridurre la probabilità di depressione è interesse di tutti.

I benefici dell’arte, inoltre, non si limitano ai problemi psicologici dal momento che l’arte, la musica e la scrittura hanno un impatto anche sul corpo.

In uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Medicine in cui si utilizzava la scrittura come trattamento per i pazienti affetti da HIV, è stato osservato come questa abbia portato a miglioramenti nella conta dei linfociti CD4 +.

Clear sottolinea questo aspetto: l’atto della scrittura ha influenzato le cellule all’interno del corpo del paziente migliorando il sistema immunitario. Il processo creativo dell’arte non solo fa sentire meglio, ma innesca anche reali cambiamenti fisici all’interno del corpo.

Un altro aspetto importante, secondo Clear, ha a che fare con lo smettere di consumare informazioni e iniziare invece a produrne. Siamo sempre più connessi alla televisione, ai social media, e così facendo rischiamo di trascorrere tutto il giorno ad assimilare informazioni e a rispondere a tutti gli input che ci bombardano.

Clear sostiene che l’arte offra una via d’uscita da tutto questo e sottolinea l’importanza di prendersi un momento per ignorare tutti i segnali in entrata e produrre invece qualcosa e condividere ciò che abbiamo creato.

Alcune attività citate da Clear sono: aprire un documento vuoto e iniziare a digitare; mettere la matita sulla carta e tracciare un disegno; afferrare la fotocamera e scattare una foto; alzare la musica e ballare; avviare una conversazione e condurla bene. Sono tutte strategie per migliorare il nostro benessere psico-fisico ed aumentare le emozioni positive.

Se offrono tanti benefici, per quale motivo non tutti si impegnano in attività artistiche?

Secondo Jade Herriman, che si occupa di Art Therapy, coaching e gioco creativo, ci possono essere molti potenti motivi per non fare arte:

  • E’ possibile che in passato un insegnante d’arte ci abbia detto che non eravamo bravi. Potremmo aver sognato segretamente di diventare artisti, ma abbiamo ricevuto messaggi culturali molto forti secondo i quali se non si è un genio creativo, come ad esempio Picasso, non c’è alcuna possibilità di emergere.
  • In famiglia ci hanno detto che il nostro fratello era il “creativo” e noi invece eravamo quello “intelligente” o “ragionevole” o “pratico”. Quindi potrebbe esserci stato assegnato un ruolo diverso e l’essere “creativo” apparteneva a qualcun altro.
  • Riteniamo di dover essere “esperti” e che l’esperienza di non essere preparati e di essere principianti sia terrificante. Ci sentiamo improvvisamente esposti a critiche, vulnerabili, ridicoli se creiamo qualcosa di “infantile” o “cattivo”.
  • Temiamo di perdere il nostro controllo e le strane immagini e forme che emergono ad esempio con il disegno ci sconvolgono e minacciano il nostro senso di autonomia.
  • Diamo valore al renderci utili e a non sprecare i materiali, quindi il pensiero di sperimentare ad esempio con i colori e con la carta ci sembra uno spreco e riteniamo che si debba essere puniti per questo.

Questi messaggi vengono interiorizzati, fino al punto che una persona arriva a credere che sia un dato di fatto che non possa disegnare, cantare ecc.

Il risultato è che neppure ci prova, o nel caso ci provi, è talmente spaventata da non ottenere un buon risultato, così la profezia si auto-avvera.

Herriman sostiene che l’Art Therapy aiuti a entrare di nuovo in relazione con la propria creatività. In uno spazio protetto si può fare arte e costruire una storia diversa su cosa l’arte sia e a cosa sia utile. Si incoraggia una relazione profondamente personale e terapeutica con l’arte, permettendo in tal modo di trarne i benefici comprovati.

Fonti:

http://www.huffingtonpost.com/james-clear/make-more-art-the-health-benefits-of-creativity_b_8868802.html

https://jadeherriman.com/2017/04/17/why-are-people-scared-of-making-

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